di Fabio Zoboli
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E da qui nasce l’idea di scrivere qualcosa su Il comandante e la cicogna, film che celebra al contrario la multiculturalità: attori con accenti diversi (Leo Buonvento, interpretato come sempre magistralmente da Valerio Mastrandrea, di Somma Vesuviana; il collega idraulico Fiorenzo di origini asiatiche; la moglie defunta, Claudia Gerini, con l’intercalare “Belin”; lo stravagante Amanzio, un eccezionale Giuseppe Battiston, con un accento veneto), una Torino come teatro delle vicende che potrebbe benissimo essere Milano o qualsiasi altra città poliglotta del Nord Italia.
Interessante poi la scelta del genere commedia da parte del regista Silvio Soldini (Pane e tulipani, Giorni e nuvole), per inscenare una critica a tratti ironica ma sempre graffiante al degrado del Belpaese, visto dagli occhi bronzei delle statue che popolano la città: Giuseppe Garibaldi, Leonardo da Vinci, Giacomo Leopardi, Giuseppe Verdi, ma anche il Cavaliere Cazzaniga, personaggio venerato al pari dei grandi ma emblema dell’opportunismo e del provincialismo, tanto che si trova costantemente, sebbene sia pura finzione, in disaccordo con l’Eroe dei Due Mondi, considerato dal cav. un “comunista” (il parallelismo con un nostro ex premier è lampante e, seppur forzato, l’umorismo che ne deriva è piuttosto amaro).
Surreale ma non per questo sconclusionata, l’opera cinematografica è agrodolce: a tratti esilarante ma con ampie pause riflessive, si propone non come sterile disapprovazione della società ma piuttosto esaltando quelle piccole cose che per i singoli sono fondamentali, come l’importanza di prendersi cura di qualcuno (la ritrovata serenità conclusiva del protagonista) o di qualcosa, come fa l’introverso tredicenne Elia con la cicogna che dà il titolo alla pellicola.
Il messaggio finale è quindi solo apparentemente di stampo gattopardesco: è vero che molti, come l’avvocato Malaffano (Luca Zingaretti), sanno adattarsi ai cambiamenti, nella convinzione che essi non comprometteranno in alcun modo le posizioni di privilegio di certe classi, ma è altrettanto vero che anche una famiglia qualunque, come quella di Leo Buonvento, con i consueti problemi di un padre che deve crescere da solo due figli adolescenti, possa farcela pur mantenendo la sua dignità.
1 commento:
stasera lo guardo!
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