di Dennis Salvetti
È passata una settimana dal voto. E il Pese evidentemente
scontento e ancora parecchio incazzato non ha premiato lo “sforzo” di
riavvicinamento operato dal centrosinistra con gli elettori (vedi primarie). Oddio,
dopo le primarie, non è che Bersani&co. si siano sforzati di fare campagna
elettorale, confidando un po’ troppo sulla voglia di cambiamento degli
italiani. E così invece di “nutrire” l’elettorato (proprio e non) magari
sfruttando l’immagine giovanile e innovatrice di Renzi, ci si è limitati a
smacchiare giaguari, a Monti sì-Monti no, Vendola sì-Vendola no, qualche
apparizioncina e poco altro.
Il cambiamento ha preferito affidarsi a Grillo, con il
risultato che ha visto l’avanzamento irruento del M5S (a voti il primo partito
italiano), segnalato come sconfitto da testate giornalistiche, politici e vari “analisti”
(vatti a fidare) a circa due settimane dal voto.
Quello che è parso ancora più pazzesco ed inaspettato ai
miei occhi e non solo, è stato il risultato di un rilanciato Berlusconi, dato
per morto (salvo i soliti TG4 e canali di famiglia). Pazzesco! Quasi un
elettore su tre (in realtà il calcolo è fatto sui voti validi, ma poco cambia)
ha scelto PdL ed alleati. Come se quasi due decenni di Berlusconismo
(governante o meno) ci abbiano reso un paese invidiabile!
Ma come è successo??
Difficile dare una spiegazione. Qualcuno (tra cui me) ci
ha provato utilizzando termini lusinghieri quali: “una fregatura” “popolo di
rincoglioniti” “ sadomasochismo a palate” etc. Il tutto facendo leva sulla
stupidità, sull’ignoranza o sulla malafede dell’elettore berlusconiano (e delle
volte ti vien da pensare: come è possibile pensare diversamente!!),
dimenticando però il significato del vivere in uno Stato di diritto,
pluralistico, dell’avere una Costituzione che dice: il voto è Segreto, Eguale e
Libero. Denigrare e ridurre la “qualità” politica di un voto è un attacco stesso
alla democrazia (potere del popolo, a cui aggiungerei al popolo, per il popolo).
Questo non vuol dire assolutamente che partiti, politici, programmi non siano
discutibili (e ci mancherebbe altro!), ma significa che l’elettore nella cabina
elettorale, fintanto che non si tratta di voto di scambio, pensa di testa sua
(anche se è un concetto difficile da accettare).
E quindi cosa ci rimane ora? Ancora una dozzina di giorni
ci separano dalla prima seduta del parlamento. Molte, troppe sono le incognite
derivanti da questo voto e soprattutto da una legge elettorale che nessuno ha
voluto cambiare. Si moltiplicano (e si moltiplicheranno) analisi sul voto,
sulla formazione del governo e via discorrendo.
Importante (dal mio punto di vista) è l’iniziativa
(tra l’altro finita a servizio di un ben qualche tg) portata avanti da una
giovane grillina su Change.org, che spera in una “soluzione Sicilia” (per
quanto temporanea) ossia un governo di minoranza con cui discutere di questioni
urgenti, lasciando poi spazio a nuove elezioni. La mia speranza è che questo
appello venga accolto con responsabilità, in modo da non essere commissariati
(vedi Grecia).
p.s. Tralascerò la questione Lombardia, lo stesso discorso
fatto su scala nazionale può essere esteso alla regione, aggiungendovi della
questione Lega, dell’inutile ed obliato discorso sui rimborsi in Consiglio
regionale, del caso Formigoni, dello stato delle cose in Lombardia, molto meno
felice di quanto non si possa pensare (il disastro marchiato Trenord e la
sanità lombarda, ad esempio). (ahinoi, Lombardia canaglia!!)
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