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sabato 15 febbraio 2014

"Vivere senza Slot: storie sul gioco d'azzardo tra ossessione e resistenza" 15-02-14 @ Barrio Campagnola

Ve la ricordate? Di lei avevamo già parlato, la ludopatia.
Lascio spazio alle parole dei promotori dell'imperdibile evento che si terrà stasera dalle 18.00 al Barrio Campagnola di Bergamo (via Ferruccio dell'Orto, 20.)
A breve un articolo della Redazione di "Spogliatevi!".


"Nel cuore della ricca e alacre Lombardia, Pavia è considerata “la capitale italiana delle slot machine”. Qui la crisi colpisce duro: emergenza casa, emergenza lavoro, emergenza ‘ndrangheta ed emergenza slot. E se si trattasse soltanto di aspetti diversi del declino? Quattro trentenni, un po’ per esperimento, un po’ per attivismo, decidono di occuparsi della questione usando gli strumenti e i linguaggi dei social network e delle lotte giovanili. Due di loro sono informatici e creano un sito, SenzaSlot.it, per fare una mappatura “dal basso” di tutti i bar d’Italia senza macchinette mangiasoldi. In pochi mesi ricevono 1500 segnalazioni da ogni provincia del Paese.

Nel blog di SenzaSlot.it si ragiona su cosa c’è dietro al gioco, su quali sono gli interessi che muovono la grande macchina “mangiauomini” e si dice chiaro e forte che l’azzardo non è un gioco, ma una schiavitù che colpisce soprattutto i più deboli. Nel giro di pochi mesi, SenzaSlot.it diventa un curioso fenomeno mediatico. Compare su giornali nazionali, radio, televisioni. A Pavia suscita la formazione di un fronte variegato che lo scorso 18 maggio è sfociata in una manifestazione nazionale di protesta. In Italia contribuisce a fare rete tra chi si dà da fare sul tema della lotta contro il gioco d’azzardo (alcuni esempi tra i tanti: Libera, la comunità di S. Benedetto al Porto di Genova, il Nuovo Cinema Palazzo a Roma).
La lobby dell’azzardo legalizzato prende le contromisure e presenta un esposto che sembra accusare il Collettivo di essere niententepopodimenoché… una banda di terroristi!
La risposta del Collettivo è questo libro: Vivere senza slot. Storie sul gioco d’azzardo tra ossessione e resistenza. Al confine tra narrativa e giornalismo d’inchiesta, il libro affianca agli eloquenti dati sul dilagare incontrollato del fenomeno storie significative: dal giocatore d’azzardo compulsivo che lotta per smettere al barista messo sotto scacco dalle concessionarie di slot machine, dallo psicoterapeuta che combatte contro l’azzardo patologico all’installatore che, pur vivendo di questo business, vorrebbe poter tornare a installare flipper e videogame.




sabato 1 giugno 2013

CITTADINI D'ITALIA, SENZA FRONTIERE!


di Sara L.

Il Comune di Sesto San Giovanni ha deciso di festeggiare quest'anno il 2 giugno con un'iniziativa di impatto simbolico notevole, che coglie appieno lo spirito dei padri costituenti e si poggia sui valori che hanno ispirato il sorgere della Repubblica. A partire dalle ore 15.00, al Carroponte di Via Granelli 1, si darà inizio a “SESTO SENZA FRONTIERE”, la festa per la consegna della cittadinanza onoraria a 2400 bambini di seconda generazione: l'evento muove dall'adesione del Comune di Sesto alla campagna dell'Unicef “Io come tu. Tutti uguali di fronte alla vita, tutti uguali di fronte alle leggi.”. La festa è organizzata in collaborazione con Coop Lombardia, Uniabita, Arci Milano, Comitato genitori e docenti per la scuola pubblica e Radio Popolare.

La giornata si aprirà proprio con un'iniziativa della radio "bella e possibile", ovvero una ri-edizione di “Giochi Senza Frontiere” (chi è nato negli anni '90 forse non se li ricorda!). Ai giochi seguirà la cerimonia ufficiale di consegna della cittadinanza onoraria da parte del Sindaco e della Giunta Comunale, a cui va tutta la stima della redazione.
Infine, a concludere la serata, lo spettacolo della compagnia teatrale Alma Rosé CITTADINI IN TRANSITO”: parole e musica, testimonianze, racconti e domande per riflettere insieme sul senso di appartenenza, di Paese, di confine. Un'occasione per pensare a cosa vuol dire sentirsi italiani, essere stranieri vantare dei diritti, sentirsi legati a dei doveri verso una famiglia lontana da qui. Perchè essere cittadini di qui venuti da altrove è un percorso di costruzione identitaria complesso, spesso banalizzato.

giovedì 16 maggio 2013

L'ho fatto io!

 di Miriam Bonalumi


C'era una volta un muro sporco, vecchio, che deturpava il paesaggio del centro di un importante paese.  Malandato da anni, era sempre stato così, con le sue scritte e l'intonaco scrostato...nessuno ci faceva ormai caso. 
Era sorto in un luogo di passaggio, affacciato verso un marciapiede dove la gente camminava di fretta per andare in stazione o al supermercato.
 Un giorno però, accadde qualcosa di scioccante: una banda di personaggi strani, divertenti e un pizzico geniali, dopo aver chiesto il permesso, iniziò a prendersi cura di quel povero cemento depresso: prima la progettazione, poi i disegni fantasiosi, infine il brillante tocco di colore.
Fu un lavoro lungo e faticoso, divertente e molto stancante, di numerosi pomeriggi.
 Il risultato artistico fu strabiliante, ma il meglio fu la reazione della gente: ora le persone si fermavano, ammirando l'opera coloratissima, e si allontanavano dopo qualche minuto, sempre verso la stazione o il supermercato, solo un pò più allegre. 
Ah, si tratta di una storia vera:  

Il muro di Via Moioli dipinto dai "Ragazzi del Venerdì Sera" della Cooperativa sociale "Il Segno", Ponte San Pietro (Bg)




Ma chi erano questi individui, più o meno giovani, più o meno talentuosi?
Il murales non fu che il culmine delle loro performances artistiche, che potrete ammirare partecipando a questo evento:
ARTDATE 2013
 Venerdì 17 maggio 2013 h.17.00
         Sala conferenze libreria ARTICOLO 21,  Largo Nicolo' Rezzara 4, Bergamo
L'HO FATTO IO!
Artisti:
Maria De Simone, Cristina Giusso, Bledar Hohxa, Luca Cavalli, Andrea Mazzucotelli, Marco Bonacina, Giuseppe Sala, Gianluca Todeschini


a cura di Maria Francesca Tassi e Società Cooperativa Il Segno


Inaugurazione
"La mostra presenta opere realizzata da I Ragazzi del Venerdì Sera, un gruppo composto da persone diversamente abili e giovani volontari.
L'evento è il risultato di un laboratorio che sotto la guida di un'artista (Maria Francesca Tassi) e di un'educatrice (Margherita Tassi) ha esplorato tecniche, momenti della storia dell'arte e pratica sul campo.I partecipanti si sono confrontati con la pittura, il disegno, la stampa e il murale. Hanno studiato i paesaggi, i ritratti e le composizioni di artisti dal medioevo sino ad oggi.Questo laboratorio li ha messi in contatto con i propri desideri, con i propri limiti, con il tempo in cui vivono e con il territorio; la mostra cerca di ampliare ancora di più le possibilità di confronto con l'esterno e i limiti fisici personali si sono trasformati in stimoli creativi.Saranno presenti in mostra paesaggi su tela, autoritratti e disegni creati dai partecipanti; ritratti fotografici e incisioni su linoleum, realizzati grazie alla preziosa collaborazione del fotografo Rosario Consonni e del tipografo Fausto Brembilla. in questo modo l'arte e il confronto diventato cose quotidiane, fattibili, comprensibili.L'unica opera realizzata e non visibile alla mostra è un murales di 30 m di lunghezza realizzato a Ponte San Pietro, la città in cui vivono i partecipanti. 
La bellezza si annida nei luoghi più impensati e questo laboratorio ha cercato di dare i mezzi per poterla scovare...
 (testo tratto dal volantino dell'iniziativa)

sabato 11 maggio 2013

PORTAVO UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE

di Sara L.

“C'era una volta una bambina tanto graziosa e delicata, ma che d'estate andava in giro sempre a piedi nudi, perché era povera, e d'inverno calzava zoccoli di legno così grandi che il collo dei suoi piedini diventava tutto rosso e faceva pena a guardarlo.
Nel centro della città abitava la vecchia madre del calzolaio, che cucì, come meglio potè, un paio di scarpette con vecchie strisce di cuoio rosso. Le scarpe erano un po' goffe, ma l'intenzione era buona: le avrebbe date alla bambina, che si chiamava Karen.
Karen ricevette quelle scarpette rosse proprio il giorno in cui venne seppellita sua madre, e le indossò per la prima volta. Non erano certo adatte per un'occasione così triste, ma lei non aveva altro, e così vi infilò i piedini e si mise a seguire la povera bara di paglia.”

E' l'inizio di una favola di Andersen che racconta di come le scarpette rosse regalate alla piccola Karen, alla lunga la porteranno alla perdizione. Le scarpette rosse da ballo simboleggiavano in modo inequivocabile la femminilità, la seduzione sfrontata, in chiara opposizione con la vocazione pura e salvifica della giovane, che nei passi seguenti della storia si dovrà accostare ai sacramenti e poi assistere la sua anziana benefattrice.

sabato 27 aprile 2013

DONNE E RESISTENZA: BINOMIO VINCENTE

di Sara L.
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25 aprile 2013: sono in corteo, a Bergamo. Con una frangia dello stesso si abbandona il palco istituzionale e ci si dirige, come di consueto, verso la lapide commemorativa di Ferruccio dell'Orto, giovane partigiano trucidato da mano fascista nella zona di Via Pignolo. Ai piedi della lapide, dopo che “Bella Ciao” si è levata al cielo, a gole spiegate, è il turno della Cocca. Per chi non la conoscesse, la Cocca è un'istituzione: membro storico della Resistenza cittadina, appartenente alla stessa banda di Ferruccio; ora è anziana, ma di certo non le manda a dire ai suoi “quasi coetanei al Governo”, come li chiama lei. Quest'anno il suo discorso è particolarmente vibrante: si scaglia contro chi ha permesso che il Paese naufragasse e conclude ribadendo più volte, con voce arrochita: “Non è questa la libertà per la quale io, Ferruccio e gli altri abbiamo lottato”.

martedì 16 aprile 2013

Opportunità

di Edoardo Marcarini


Non sono sicuro di rispettare le politiche del blog autopubblicizzandomi questo evento, tuttavia considerando che cultura è anche dar spazio a nuove letture (sebbene incomplete, forse banali e non sicuramente professionali) ritaglierò un angolino per Fiera del Libro.
Quest'anno la Fiera del Libro di Bergamo si terrà sul Sentierone Lunedì 22 Aprile. Tra i libri che verranno presentanti c'è anche, appunto, "6 penne nuove di zecca" di cui sono co-autore. il libro è una raccolta di racconti pensati e scritti durante il corso di scrittura creativa tenuto dalla professoressa Pozzi per gli studenti del liceo Lussana. Alcuni dei racconti prendono spunto dal quadro "Nighthawks" del pittore americano Edward hopper, altri sono stati scritti ascoltando un concerto di Bach, altri ancora non hanno un tema particolare. I racconti sono tutti stati scritti da ragazzi del triennio (i nomi sono sulla locandina) e abbiamo avuto la fortuna di essere pubblicati.

Il fatto che ci sia gente disposta gratuitamente ad offrire dei corsi per permettere di coltivare la passione per la scrittura e l'arricchimento culturale non è cosa da poco. Se si vede questo libro non come il prodotto, volendo scadente, di sei giovani in erba alle prime prese con le penne, ma come il regalo che un'insegnante ha dato a sei ragazzi offrendo la possibilità di mettersi in gioco fino in fondo con le parole e coi pensieri, questo libro rappresenta un faro per l'editoria.
A molti piace leggere ma spesso si ignora quanto sia difficile e bello scrivere.
Un grazie di cuore...

giovedì 4 aprile 2013

Viaggio intorno all'uomo

di Miriam Bonalumi



Sala n.1 allestimento Genova - Palazzo Ducale
Piove ancora, non è possibile.
Ri-welcome nella piazza gelida, in balia della sorte.
Serve un posto al caldo per sciogliere il trip mentale, l'ossessione per le immagini.
Ogni passo allontana il dettaglio del ricordo.

 Un fantastico cappuccino per sistemare i pensieri, riordinare le emozioni.
Tiro indietro il nastro su cui scivola il tempo: rieccoci nel momento in cui il cielo, inclemente, ci ha gettato nella fila dei vistatori della mostra.
Il calore della merenda riassorbe le energie che quell'ondata di tremendo stupore ha sparato nei nostri occhi, a pieno volume.

Gli occhi di questo bambino, mi seguiranno per sempre.
La cosa bella è che non sarò l'unica:  tutti quelli che entrano nella mostra di Steve McCurry (almeno, tra le decine di visitatori che ho incontrato) si fermano per  minuti e minuti davanti a questa fotografia. Il bambino non sorride, ma tutti gli sorridono.
Per fotografare le persone ci vuole moltissima pazienza, possono anche trascorrere minuti e minuti, prima che si presentino alla macchina esattamente come sono, spontanee, a loro agio, nel loro ambiente di vita. Un fotoreporter deve armarsi di questa pazienza, per poter fotografare davvero le incredibili quotidianità del mondo.
 Uno degli insegnamenti del maestro, Steve McCurry.

sabato 9 marzo 2013

Italia, Repubblica fondata sul volontariato

di Marzano Luigi
Continua il racconto dei nostri incontri per il ciclo Tutta mia la cittàDinanzA conclusi il 7 marzo, ci manca da portare a conoscenza di voi "followers digitali" i contenuti condivisi con il pubblico negli ultimi due incontri. E' del penultimo che oggi vi voglio parlare : " Italia, Repubblica fondata sul volontariato" moderata da Marzano Luigi ebbene sì me medesimo.
Ospiti di questa serata: 


Micaela Barni: Presidente della cooperativa sociale Il varco  e membro del consiglio di amministrazione AEPER

Giuseppe Bugada: Presidente della cooperativa sociale Incammino



Capisco che il mio potrebbe essere un giudizio di parte ma è stata certamente una serata interessante e un'occasione per cogliere l'importanza del terzo settore nella nostra società e nella nostra economia specialmente per gli estranei all'ambiente. Avevo già discusso precedentemente dei temi da intraprendere nella serata con i relatori e ci si è  posti di fronte al pubblico con degli obbiettivi specifici, comprendere il significato e la definizione di cooperazione sociale, trasmettere l'importanza del Welfare e le potenzialità che ha nella convivenza civile, nel benessere, nel risparmio. Di volontariato si è parlato molto meno, forse come strumento collaborativo della cooperazione sociale che comunque spesso condivide gli stessi fini. Si è parlato  dei lavoratori nel campo sociale, dei loro sacrifici, un contratto da rinnovare, ma anche delle loro scelte etiche ammirevoli. 

venerdì 8 marzo 2013

WOMEN HAVE THE POWER # 2013

di Sara L.

Capire da dove si viene e decidere dove si vuole andare: un vero e proprio processo culturale che ci dovrebbe accompagnare nell’analisi e nella valutazione di tutti i fenomeni sociali in cui siamo immersi. Questo stesso processo ogni 8 marzo mi induce a fermarmi e a pensare all’origine di questa celebrazione, che tutti gli anni mi provoca reazioni semi-allergiche alla vista delle tante donne, alcune delle quali reputo persone in gamba gli altri 364 giorni, inguainate in improbabili abiti che seppelliranno nell’armadio fino all’anno prossimo, mosse da una male interpretata istanza femminista secondo la quale il mondo, soprattutto maschile, almeno quel giorno dovrà essere ai loro piedi. Le origini di questa come di altre celebrazioni si confondono un po’ con il mito ma di certo poco hanno a che vedere con allegri fiori gialli o provocanti serate di streap.

New York, inizio marzo del 1908: le operaie di un’industria tessile scioperano per protestare contro le terribili condizioni in cui sono costrette a lavorare. Lo sciopero si protrae per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario decide di bloccare tutte le porte della fabbrica ed  appiccare il fuoco, provocando la morte di 129 lavoratrici.
Il mio augurio per le lettrici e i lettori del blog è che ognuno di noi porti impressa nel cuore e nell’animo la consapevolezza che la celebrazione intende ricordare un momento in cui le donne hanno voluto tirar sù la testa e reclamare rispetto e dignità.
Per questo motivo mi prendo la libertà di utilizzare questo spazio per ricordare alcune donne per le quali tirar su la testa è pratica quotidiana.

Auguri ad Hassanya e a tutte le donne fuggite dai tumulti che hanno scosso il Nord Africa negli ultimi anni: in Italia siete state riunite, insieme alle vostre famiglie, sotto il grande cappello dell’“Emergenza Nord Africa”. Qualcuno, seduto sulle poltrone là in alto, ha deciso che dovevate essere trattate come un terremoto, un’inondazione che passa e tutto travolge: un’emergenza di carattere nazionale. Dopo due anni di interventi dispendiosi sul piano economico, di scandali, di modalità di gestione dissennate all’interno delle quali poco o nessuno spazio è stato dato agli operatori per costruire progetti di integrazione, l’assetto del progetto è ancora emergenziale. Ora che “l’emergenza Nord Africa” secondo il calendario del governo è terminata, i tuoi occhi chiedono conto a tutti noi di quanto è accaduto e di quanto accadrà: a te, Hassanya, auguro il coraggio di andare avanti e a chi ha deciso da quelle poltrone auguro la capacità, un giorno, di capire quanto male hanno fatto, a chi come te è arrivato e all’Italia che ha dimostrato di non saper accogliere.

venerdì 22 febbraio 2013

Tutta mia la città (dinanza) : Giovani, vecchi, idealisti e bamboccioni

di Marzano Luigi
Una tavola rotonda coi fiocchi, quella di ieri sera. Discussioni partecipate e cariche di informazioni che voglio condividere con il popolo più "digitale" della comunità di Spogliatevi!, Voi cari lettori che per un motivo o per un altro non avete potuto esserci ieri sera.


Un tema caldo quello del confronto generazionale, che ha visto in sala un  pubblico di età diverse pronto a discutere in ogni ambito delle differenze, delle "ostilità", delle esperienze tra le generazioni a confronto.

Un'introduzione ben curata di Francesco Mancin ha analizzato il punto di vista demografico del comune di Mozzo che si è scoperto allineato alla media nazionale. Da questo punto di partenza è diventato semplice per    ospiti e pubblico commentare il rapporto delle istituzioni con l'invecchiamento del sistema Italia, e per quanto riguarda l'erogazione di servizi e la creazione di spazi.

venerdì 15 febbraio 2013

Noi, Cittadini del futuro

di Marzano Luigi

Vorrei ringraziare i relatori di ieri sera che con grandissima passione e professionalità hanno condiviso le loro conoscenze e storie.
Una serata di riflessione costruttiva, per comprendere il nostro futuro e viverlo consapevolmente da cittadini attenti.
Sapere quello che ci aspetta e quello che ancora si deve raggiungere è una meta che la Redazione si è posta e che vuole condividere con voi. Invito quindi tutti a venire ai prossimi incontri per "costruire" con noi alcuni mattoni di cittadinanza

Detto questo, voglio tirare le somme di ieri sera per coloro che non hanno potuto assistere all'incontro. Una serata ottimamente mediata dalle nostre blogger preferite Sara Elle e Miriam B. a cui si deve riconoscere il merito di aver portato al pubblico una docente universitaria come Mara Tognetti ( Unimib), Carlo Lanzanova  (per Onlus Fabbrica dei Sogni), Lamine Dia (mediatore culturale)  e la sezione di Bergamo dei Giovani Musulmani d'Italia.

venerdì 8 febbraio 2013

Km-zero tra mode e necessità

di Marzano Luigi

Si sente richiamare spesso a risorse economiche nuove che dovrebbero cambiare l'economia, da anni si sente dire "nulla sarà più come prima". Un cavallo di battaglia di questo cambiamento è la parola sostenibilità che pare essere la nuova strada per il risparmio economico e ambientale. E' anche vero che   l'ecologia ad ogni costo sta diventando moda, nascondendo spesso le necessità reali di questa neonata politica economica di sostenibilità. Credo sia compito di ognuno essere partecipi verso questo cambiamento con la nostra arma migliore, la scelta. Quale modo migliore di scegliere se non conoscendo? 

Oggi colgo l'occasione per presentarvi un evento organizzato dalla facoltà di Lettere e filosofia dell'università di Bergamo, un appuntamento fra i tanti proposti con la collaborazione del Comune e dell'Orto Botanico L.Rota che proseguiranno fino al prossimo aprile.
Il 13 febbraio si tratterà di un tema a me caro.

" Km 0, tra mode e necessità" 
"agricoltura rispettosa dell'ambiente e della storia >> sostenibilità economica". 

coordina
RAUL TIRABOSCHI
Slow Food
intervengono
ALBERTO CAPATTI
Università di Pollenzo
GIOVANNI VENIER
Imprenditore agricolo


Presso l'ateneo di Bergamo  ore 17.30

mercoledì 5 dicembre 2012

Concorso di idee per spettacolo musicale


 By The Jahgglers

 Noi Jahgglers  stiamo impegnando la nostra attività musicale con un nuovo progetto di un concerto-spettacolo sul tema del TRENO e del VIAGGIO.
'Treno' come 'storie umane IN movimento' e 'viaggio' (in treno) come 'storia umana DI movimenti'.

Il treno come luogo in cui pezzi di vita multicolori seguono il ritmo dell'incrociarsi e del sedersi-accanto; il viaggio come dipartirsi di strade-di-pensieri che disegnano la propria melodia di memorie e aspirazioni; il viaggio-in-treno come "spettacolo" delle multiformità del vivere che si mescolano in una dinamica che fa musica
 Quindi la nostra idea di ri-evocare lo spettacolo-treno a partire da contesti musicali (di nostra esecuzione) che accompagnino la presentazione di pensieri di viaggio e viaggi-di-pensieri, costruita con varie forme di produzione d'arte.

Vogliamo invitarvi a collaborare proponendoci vostre idee artistiche di vario tipo:
performativo (monologo, sketch, coreografia); verbale/testuale (riflessione storico-antropologica; satira; poesia); figurativo (immagini di varia sostanza e supporto, statiche o dinamiche).

Prendiamo in esame sia materiale già realizzato, sia progetti di produzione, sia intenzioni di partecipazione attiva.
 potete proporci le vostre idee all'indirizzo jahgglers@googlegroups.com o raf.mor@hotmail.it da qui a circa metà Gennaio.
(saranno da discutere la compatibilità e realizzabilità del lavoro, il ruolo dello spettacolo, la partecipazione dell'autore) 

L'obiettivo è preparare una 'esibizione musicale dal vivo' in questa forma rielaborata, che porteremo al pubblico a cominciare dalla partecipazione ad Artway (Marzo-Aprile 2013) e l'intervento a una manifestazione organizzata dal Comune di Mozzo (Maggio 2013)

Lo intitoleremo: "Ci Scusiamo Per Il Disagio", con intento non solo di parodia dell'esperienza di pendolari vissuta realmente dai componenti del gruppo, e di autoironia sul tentativo, ancora in incubazione, di reinventare le nostre possibilità musicali – ma soprattutto di mostrare interesse per quel disagio di cui è sempre carico il "viaggio" dell'esperienza umana e con cui gli                
umani-viaggianti animano i treni.



martedì 20 novembre 2012

Sul far della sera

 di Edoardo Marcarini
Una delle qualità più affascinanti delle arti è la capacità di indurre il cervello a creare immagini e pensieri, che si sviluppano attorno ciò che vediamo, ascoltiamo e leggiamo. Il potere immaginifico manipola ogni mente, o come preferirebbe un artista, ogni cuore, che tocca in modo diverso, perchè urta le esperienze e cresce con esse in una sinergica simbiosi che porta il corpo a reazioni più o meno imbarazzanti (bava alla bocca, pelle d'oca, pianto). La nudità in cui ci sorprende l'arte è la stessa in cui ci trova la natura, che ci lascia sgomenti di fronte alla sua implacabile forza e commossi davanti alla sua pietosa fertilità.
Nel rapporto natura-arte, emozione-immagine, c'hanno pescato per anni gli imprssionisti. La tecnica di decomposizione e ricomposizione dell'ambiente, tramite gli accostamenti tonali e i brevi solchi del pennello, che solo in una visione più ampia assumono significato, come parte di un tutto, la natura assoggettata allo scorrere del tempo e al susseguirsi delle stagioni, un vortice di colori, di immagini che crea un emozione.
Una tecnica molto simile la utilizza, dipingendo su un pianoforte, uno dei due protagonisti di questo articolo: Claude Debussy. Vissuto nella seconda metà dell'ottocento e nei primi anni del novecento, Debussy è uno dei più celebri compositori di musica impressionista, per quanto odiasse l'accostamento del termine alle sue opere. Sebbene arte e musica operino su piani della realtà differenti, rispettivamente spazio e tempo, a livello di pensiero le affinità sono innumerevoli. Debussy era convinto che la musica, meglio delle altre arti, fosse in grado di descrivere la natura, perchè non è vincolata alla minuziosa rappresentazione ma si lega maggiormente all'immaginazione. Gli accordi debussiani formano una sfilata di atmosfere, tutte con lo stesso valore, come le "macchie" dei pittori impressionisti, in funzione del prodotto finale, che è ancora una volta l'emozione. La sua capacità di trasformare in musica una grandissima serie di sensazioni, tramite artifici musicali sia timbrici che dinamici lo avvicina ad un'altra corrente artistica, il decadentismo, e in particolare, per la sua vicinanza con la natura, a Giovanni Pascoli. La poetica di Pascoli è ricca di fonosimbolismi, onomatopee, allitterazioni, anafore, che uniti a periodi brevi che descrivono immagini immediate, generano effetti musicali particolarmente suggestivi, così come anche era solito fare nella sua lingua il pianista. Dietro la descrizione rustica della vita contadina e dei fenomeni naturali, Pascoli nasconde il dolore di una vita di perdite e vuoti, un dolore che non è mai descritto con parole scontate e che urlano pietà, ma viene presentato con immagini.

Del rapporto tra i due artisti ha trattato una conferenza dal titolo "Sul far della sera" organizzata dall'associazione culturale "Dante Alighieri", tenuta in Sala Piatti, in Città Alta, Giovedì 15 Novembre. Sono stati raggruppati per affinità tematica componimenti di Pascoli recitati da Enzo Guerini, attore, e Gabriele Laterza, professore di lettere del liceo Amaldi di Alzano Lombardo, e componimenti di Debussy, suonati al pianoforte da Gabriele Rota, insegnante al conservatorio di Milano. Nel religioso silenzio dei pesenti hanno preso forma note parole e immagini in perfetta armonia tra loro. Per rendersi conto dell'effettiva relazione tra i due, non vi è modo migliore che sentire la loro arte. Qui un pezzo di Debussy intitolato "I pesci rossi", si riesce a sentire l'acqua in movimento, il pesce che si muove in essa, fino a scomparire nelle sue profondità.

mercoledì 31 ottobre 2012

Libera, contro le mafie: incontri nella zona

segnalato da Redazione

Ecco il volantino di una serie di quattro incontri speciali organizzati dal cordinamento provinciale di lLibera in collaborazione con ACLI, ANPI, CGIL, CISL, Botteghe di Commercio Equo e Solidale




lunedì 28 maggio 2012

In memoriam: Stage di piazza della Loggia

di Vicky Rubini

Il 14 Aprile 2012 la Corte d'Appello conferma l'assoluzione per tutti gli imputati, condannando le parti civili al rimborso delle spese processuali.

 La strage di piazza della Loggia è stato un attentato terroristico compiuto il 28 Maggio 1974 a Brescia,. Una bomba nascosta in un cestino fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue.

Il finale è già stato svelato, ora i titoli di coda.

                                                                     Le vittime:
    Giulietta Banzi, anni 34, insegnante 
    Livia Bottardi, anni 32, insegnante 
Euplo Natali, anni 69, pensionato 
 Luigi pinto, anni 25, insegnante 
Bartolomeo Talenti, anni 56, operaio 
Alberto Trebeschi, anni 37, insegnante 
Clementina Calzari (Trebeschi), anni 31, insegnante 
Vittorio Zambarda, anni 60, operaio

I fascisti:
Delfo Zorzi (oggi cittadino  giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi), ex militante di Ordine Nuovo;
Carlo Maria Maggi;
 Maurizio Tramonte;
 Pino Rauti;
 Francesco Delfino;
Giovanni Maifredi.

giovedì 24 maggio 2012

Davide Cerullo a Corna Imagna

La locandina dell'incontro con Davide Cerullo, autore di "Ali Bruciate"

Non è facile andare contro la criminalità organizzata quando tutto ciò che ti circonda parla di lei.
Segnalo un incontro speciale con un uomo speciale, già noto ai lettori di "Spogliatevi!" per il reportage "Diecimila Anni" sulle Vele di Scampia.


Consiglio vivamente, a chi ne ha l'occasione, di partecipare all'evento.      M.B.

mercoledì 9 maggio 2012

Pensieri su Peppino Impastato, che fu semplicemente un idolo

 di Vicky Rubini

 

"Arrivai alla politica nel lontano novembre del '65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile."
 Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini sono, in un primo tempo orientate sull'ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio "eclatante".
[...]eppure quei fogli dattiloscritti e sfumati e “ruvidi”, come ebbe a scrivere “L’Unità”, erano una carica esplosiva che di lì a poco doveva scoppiare. Non passarono cinque giorni dall’uscita del giornaletto - i Cinisensi avevano accolto la pubblicazine con commenti acidi o favorevoli, calorosi in ogni caso - che tutta la redazione dell’IDEA fu convocata in caserma...
 ...il maresciallo convoca in caserma Giuseppe Impastato e Agostino Vitale, rimasti ormai soli a stampare il giornale ed intima loro la chiusura, pena il deferimento all’autorità giudiziaria. Si chiude.
 Al circolo "Musica e cultura" si proiettavano interessanti films, ai quali seguivano dibattiti e confronti che ci aiutavano nella riflessione, nella presa di coscienza per una crescita culturale e politica.
 "noi ci dobbiamo ribellare".

 



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