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sabato 29 giugno 2013

SALUTACI LE STELLE

di Sara L.


E' la prima notizia in quasi tutti i giornali della sera: all'età di 91 anni è morta Margherita Hack, prima donna a dirigere un osservatorio astronomico. Scienziata, politica, serenamente atea, un bel caratterino fin da ragazza quando rischiò di farsi espellere da tutti i licei di Firenze per la sua propaganda antifascista.
A nome di tutta la redazione volevo prendere questo piccolo spazio per dedicarle un ricordo. Dei coccodrilli saran pieni i Tg, noi ti dedichiamo una canzone...




lunedì 29 aprile 2013

Entusiasmo alle Stelle

di Andrea Fasolini
La scorsa settimana ho accennato ad un progetto della NASA riguardante lo studio degli asteroidi prossimi alla Terra.
In questi giorni sono stati svelati ulteriori particolari a riguardo: il 10 aprile, l'Agenzia spaziale ha pubblicato dettagli riguardanti il bilancio per l'anno 2014, al cui interno potrebbe essere inserito un fondo volto alla costituzione di una nuova unità, con priorità la cattura di un asteroide nello spazio esterno e il suo trasporto sul nostro pianeta.
La realizzazione di questo sogno potrebbe avvenire già nell'anno 2020, con ovvie ripercussioni di natura scientifica, ma anche economica: il più grosso limite allo sviluppo tecnologico nel medio periodo sarà attribuibile, con ogni probabilità, alla crescente scarsità di metalli, anche tra i più comuni.
Anche se tale progetto rimane pioneristico, per l'umanità si affaccia una nuova epoca di fermento scientifico-tecnologico, che auspichiamo possa alleviare, almeno in parte, gli enormi problemi legati ad una curva demografica ormai senza controllo.

lunedì 22 aprile 2013

Intanto, da qualche parte...

di Andrea Fasolini
Morto un papa, se ne fa un altro. Da millenni le istituzioni cattoliche eleggono il proprio leader in seguito alla scomparsa del suo predecessore. Nonostante esistano analogie tra la struttura bizantina clericale e quella dello Stato Italiano, da questa prospettiva vi sono differenze: pur esistendo gravi dissidi interni, i medesimi che hanno portato Benedetto XVI alle dimissioni, l'elezione del papa avviene spesso in maniera celere ed indolore, essendo questo un ruolo onorifico più che operativo.
Nonostante i poteri del Presidente della Repubblica siano limitati, così come il suo peso nel dibattito parlamentare, in questi giorni abbiamo assistito ad una penosa disputa sui nomi degli eleggibili.
Non temete, non è mia attenzione annoiarvi con la mia inutile opinione riguardo alle recenti vicissitudini politiche, essendo quest'ultima pressochè assente.
Vorrei, invece, portare alcuni dati alla vostra gentile attenzione. Quest'anno, per la prima volta da un decennio, la Cina non comparirà tra i primi tre paesi a maggior crescita economica, soppiantata da Macao, Mongolia e Iraq.
Secondo recenti stime, la Banca Mondiale ritiene che il Paese a maggiore crescita dell'Africa, usando come anno base il 2003 invece che il lontano 1996, sarà a breve la Nigeria, superando persino il Sud Africa.

La NASA, l'agenzia spaziale statunitense, ha ricevuto un cospicuo stanziamento per un ambizioso progetto che si pone il fine di variare le traiettorie delle asteroidi di natura ferrosa, con il fine di utilizzarne i preziosi metalli di cui è costituita.
Intanto, l'agenzia spaziale russa sta studiando il modo per estrarre e trasportare il materiale che costituisce il più superficiale strato della Luna, essendo quest'ultimo idoneo a produrre energia nucleare priva di scorie radioattive.

Complimenti italiani: ancora una volta, mentre il mondo viaggia a velocità senza precedenti, il nostro maggiore interesse rimangono i dissidi e le diatribe, Destra o Sinistra, fascisti o anti-fascisti, Milanisti o Juventini, operai o imprenditori.
Non temete, nel torto sono le altre nazioni, che hanno eliminato i dualismi e le divisioni sociali, per combattere sotto un'unica bandiera le sfide del futuro.
Dopotutto a noi cosa importa, abbiamo la Costituzione più bella del Mondo.

mercoledì 10 aprile 2013

Nuovo inizio vs Inizio della fine [#2]

di Andrea Fasolini
[...]Uno dei maggiori ostacoli alla ripresa dell'economia mondiale è rappresentato dagli alti costi energetici: crescere con il prezzo di un singolo barile di petrolio stabile sopra i novanta dollari diviene difficoltoso in periodi di recessione, dove i costi fissi restano stabili a fronte di una considerevole diminuzione dei redditi. Proprio in questo contesto si inserisce il frackig. Non esistendo, per il momento, cifre esatte a riguardo.
Riporterò quindi le personali ed umili opinioni di un ragazzo di provincia al primo anno di Economia.

Presupponendo che le riserve stimate, che soddisferebbero il fabbisogno energetico degli Usa per oltre un secolo, siano esatte, assisteremmo al più imponente stravolgimento geopolitico degli ultimi decenni: gli states diventerebbero il più grande produttore mondiale di gas e petrolio a basso costo, riducendo la propria dipendenza estera nonché i i prezzi imposti dall'Opec. Proprio quest'ultima organizazione ne uscirebbe estremamente indebolita: ormai da decenni, forze centrifughe interne all'organizzazione spingono molti Paesi esportatori netti di petrolio ad abbandonarla, tornando così a vendere l'oro nero scegliendone autonomamente il prezzo.

Il calo improvviso della domanda americana, unita alle esplorazioni di altri grandi Paesi, porterebbe all'implosione dell'Opec, con un probabile abbassamento dei prezzi dell'energia, dando grande giovamento all'economia.

Tuttavia, il processo d'estrazione del gas di scisto è estremamente inquinante: intere pianure sono state devastate, foreste incendiate e si teme per la salute delle comunità agricole adiacenti i giacimenti. In un epoca in cui si guarda sempre più alle energie rinnovabili, un brusco abbassamento dei prezzi del barile provocherebbe l'abbandono di molte imprese operanti nel settore delle rinnovabili, rischiando di provocare l'ennesima bolla speculativa in un settore industriale vitale per molte economie, nonché per l'intera umanità.

Rimane da sperare che tali previsioni non si realizzino.

lunedì 1 aprile 2013

Nuovo inizio vs Inizio della fine [#1]

di Andrea Fasolini
Anche se offuscato dalle attuali inquietitudini economico sociali, derivanti dalla vittoria di Pirro del Partito Democratico, il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle riflette, tra le altre cose, la posizione degli italiani sulla questione energetica: meno petrolio, meno gas, niente nucleare ma più energie pulite. Quello delle fonti rinnovabili è ormai il cavallo di battaglia di molti partiti, nonché Paesi, del Vecchio Continente: con l'ormai ovvio aumento dei prezzi dei combustibili fossili, causato da un rapporto domanda-offerta sempre più elevato, la strada delle fonti rinnovabili è ormai l'unica percorribile agli occhi dell'opinione pubblica.

Non voglio, in questa sede, rovinare a nessuno la Nuona Novella.Tralascerò quindi la questione delle (esigue) riserve mondiali di litio necessarie per la produzione delle tanto osannate automobili elettriche, così come la nota questione del rapporto tra la crescita demografica(geometrica) e quella delle risorse(aritmetica), già posta da Malthus nel diciottesimo secolo, che dovrebbe far capire anche all'ultimo degli interdetti come la diminuzione dei consumi e degli sprechi, comuque, non potrebbe compensare la domanda derivante dall'attuale crescita demografica mondiale.

Vorrei invece spostarmi alcune migliaia di chilometri ad Ovest, precisamente nel North Dakota. In questo anonimo, e in parte arretrato, staterello degli Stati Uniti d'America al confine con il gelido vicino canadese, sta avvenendo una silente rivoluzione. Tra le alture e le pianure di quelle terre, così come in molte altre zone degli States, sono state scoperte ingentissime riserve di petrolio e gas non convenzionali. Con questo termine non mi riferisco alle sabbie bituminose canadesi, bensì a combustibili estraibili grazie ad un nuovo procedimento di estrazione di gas tramite la frantumazione idraulica, definita appunto fracking, di particolari rocce, gli scisti, poco permeabili e molto porose.

Anche se poco trattata dai media, questa scoperta potrebbe rivoluzionare gli equilibri geo-politici molto più di quanto si creda... [continua]

lunedì 28 gennaio 2013

97 per cento


di Andrea Fasolini

Il 97 per cento delle merci che transitava in svizzera nel 1981 viaggiava su rotaie.
Poi, con l'apertura del traforo stradale del San Gottardo, una quota crescente delle merci è passata su strada, per raggiungere negli anni del 2000 la quota del 25 per cento.

Questi dati servono a capire in che modo le decisioni di logistica siano influenzate dagli investimenti nel settore ferroviario. Il sistema ferroviario svizzero per qualità ed efficienza è probabilmente il migliore d'Europa. La Svizzera oggi continua ad investire in modo consistente nella sua rete ferroviaria e ha annunciato la costruzione di due nuovi tunnel per un costo stimato di dieci miliardi di euro. L'obiettivo è ridurre la quantità di merci che viaggia su gomma. L'investimento non sembrava però giustificato dagli eventuali benefici: il traffico di tir sulla rete autostradale svizzera è pari solo all'1 per cento del totale. Un suo ipotetico azzeramento avrebbe un'incidenza del tutto marginale sul traffico stradale. Investire risorse ingenti sul trasporto ferroviario può quindi determinare benefici per gli utenti del servizio, ma ha uno scarso impatto sulla collettività. E' quindi lecito porsi delle domande che non valgono solo per la Svizzera, ma anche per tutti i paesi che programmano forti investimenti nel settore.

lunedì 21 gennaio 2013

Ozio Filosofico


di Andrea Fasolini

Oggi propongo un breve dialogo, a mio avviso molto significativo, tratto da un'opera di Platone, "Teeteto", 171c-176a.
Socrate: - I filosofi, fin da giovani, ignorano la via che porta alla piazza, e dove sia il tribunale, o il consiglio, o altra sede pubblica della città; non vedono e non odono le leggi e le deliberazioni, sia pronunciate che messe per iscritto; congiure per prendere il potere, convegni, cenacoli e conviti in compagnia di flautiste, non viene loro in mente nemmeno in sogno di farli; se uno in città sia di nobili o di umili natali, o se qualche traccia di mancanza di nobilita gli sia derivata dal ramo paterno piuttosto che da quello materno della famiglia, tutto ciò gli sfugge più di quanto non gli sfugga il calcolo delle gocce del mare. E, tutte queste cose, neppure sa di non saperle.
 Teodoro: - Che cosa intendi dire, Socrate, con questo?
Socrate: - Ciò che si dice di Talete, Teodoro, che, mentre interpretava i moti regolari delle stelle e guardava al cielo, cadde in un pozzo; e una servetta tracia, arguta e graziosa, lo prese in giro dicendogli che, mentre si sforzava di conoscere le cose del cielo, gli sfuggivano quelle che aveva davanti a sé e ai propri piedi. Lo stesso scherzo si adatta a tutti coloro che si dedicano alla filosofia. Infatti al filosofo sfugge di chi gli è vicino, o del dirimpettaio, non solo che cosa faccia, ma quasi se sia un uomo o un’altra bestia; ma che cosa sia mai l’uomo e che cosa, in base alla sua natura, gli si addica fare o patire, a differenza di tutte le altre cose, questo egli indaga e fa continui sforzi in questo senso. Comprendi, ora, Teodoro?
 Teodoro: - Sì, dici il vero. Socrate: - Ebbene, carissimo, se un tale filosofo, in privato o in pubblico, in tribunale o altrove, è costretto a discutere delle cose che ha davanti ai piedi o agli occhi, suscita il riso non solo delle servette tracie, ma anche di tutta la gente, cadendo, per inesperienza, in pozzi e in ogni sorta di vicoli ciechi; e la sua goffaggine è tremenda, procurandogli fama di stoltezza. E, insultato, non sa nulla di adatto a contraccambiare l’insulto, perché, non essendosene mai dato pensiero, non conosce nulla di cattivo riguardo a nessuno; e nel suo imbarazzo appare ridicolo. E, se altri sono lodati e magnificati e lui si mette, visibilmente, a ridere, non per supponenza, ma sinceramente, sembra che sia uno sbruffone. Se, per esempio, un tiranno o un re viene lodato come un pastore, egli crede di sentirlo lodare come un vero pastore di porci, di capre o di buoi, da cui egli possa mungere molto latte. Ebbene, un tale uomo è deriso dai più, sia perché, come pare, manifesta troppa presunzione, sia perché ignora le cose che ha tra i piedi e si trova continuamente in difficoltà.

lunedì 29 ottobre 2012

La Leva del Progresso [parte seconda]


di Andrea Fasolini

leggi anche: La leva del progresso [parte prima]

Il forte centralismo politico e il marcato disinteresse per l'innovazione tecnologica, impedì ai romani di avvalersi delle maggiormente floride e creative menti dei popoli a loro sottomessi, quali i celti e i germani, che, invece di sfruttare, tentarono di egemonizzare con la propria cultura. Nonostante ciò, la superiorità delle suddette popolazioni si espresse proprio a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente: mentre la latina Bisanzio rimaneva saldamente ancorata alla tradizionale cultura umanistica, tecnologicamente sterile, l'incontro tra la cultura romana e i popoli barbari portò grandi innovazioni in Europa occidentale. 
Un altro grande vento d'innovazione stava, già secoli prima della caduta dell'Impero, investendo l'Europa: il cristianesimo. Tale religione, diffusasi in tutti i territori occupati dai romani, reinterpretò il rapporto uomo-ambiente in una chiave maggiormente antropocentrica. Come sottolineò lo storico K.D. White, considerare l'uomo quale "collaboratore creativo" dell'opera divina, contribuì a gettare le basi per il futuro sviluppo tecnologico europeo: la natura divenne qualcosa di indagabile, conoscibile e dominabile. Promotori di tale cambiamento furono proprio gli ordini monastici; primo tra tutti, l'Ordine dei benedettini che, grazie alle regole scritte nel 530 dal proprio fondatore San Benedetto, elevò per la prima volta il lavoro a virtù, declassando l'otium, tanto caro ai romani, a nemico dell'anima. Proprio la figura del monaco, "primo intellettuale a sporcarsi le mani" a detta di White, fu il primo esempio di fusione tra teoria e pratica. Sempre secondo lo storico, quando gli intellettuali compresero la fatica del lavoro, appresero la necessità di sostituire la forza muscolare con quella meccanica: nel XII secolo, i monaci vittorini inclusero la Meccanica tra le fonti di utili conoscenze e intorno al 1220 Teofilo stese il primo trattato medievale sulla tecnologia.

lunedì 22 ottobre 2012

La Leva del Progresso [parte prima]

                     
                      di Andrea Fasolini

Elencare, in maniera chiara ed univoca, le cause che portarono le civiltà classiche a raggiungere un livello di sviluppo tecnologico inferiore a quello medievale, rappresenta un'impresa ardua. E' tuttavia possibile individuare, come suggerisce Joel Mokyr, alcuni aspetti che potrebbero aver influito in maniera significativa in tal senso. L'arretratezza di greci e romani in settori quali l'energia e l'utilizzo dei materiali, non è spiegabile riferendosi semplicemente alla posizione geografica e all'assenza di motivazione di quest'ultimi. I greci,considerati i padri della moderna cultura occidentale, nonostante le indiscutibili innovazioni apportate ai loro tempi, ebbero sostanzialmente due grosse limitazioni al proprio sviluppo tecnologico. La religione ellenica, basata su una folta mitologia caratterizzata dall'antropomorfismo e dall'animismo, proponeva uno stile di vita rispettoso degli dei e dei limiti terreni, caratterizzante la vita quotidiana delle fasce più umili della popolazione. Il celebre mito di Prometeo ne rappresenta un lampante esempio: afflitto nel vedere gli uomini costretti a terribili fatiche, il titano decise di donare loro il fuoco, fino a quel momento bene esclusivo degli dei. Zeus condannò così Prometeo ad una punizione terribile, lanciando un chiaro monito al resto dell'umanità: vi sono cose in natura che all'uomo non sono date conoscere. Anche la letteratura riporta aneddoti simili: da Ulisse a Dedalo, una pluralità di episodi sembrano suggerire la medesima massima. Tuttavia, non furono soltanto la letteratura e la religione a delimitare i confini conoscitivi dei greci: Platone, filosofo per antonomasia, decretò una totale divisione del mondo terreno, imperfetto quanto ingannevole, rispetto a quello delle idee o Iperuranio, considerato trascendente. Ciò spiega l'enorme sviluppo, nel mondo greco, di scienze a priori quali la matemetica e la geometria, a scapito della fisica: se il mondo in cui viviamo non è altro che una copia di quello ultraterreno, il suo studio diviene pressoché inutile. Ciò venne rafforzato dalla predilezione aristotelica per la metafisica, innalzata a Scienza Prima. Diviene così comprensibile l'inesorabile abbandono di interesse, da parte dei filosofi, nei confronti dello sviluppo tecnologico.

martedì 16 ottobre 2012

SIAE, ma anche no.

 di Edoardo Marcarini


Dal 1882 la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) detiene il monopolio, garantito per legge, sull'attività di raccolta dei diritti d'autore. Da sempre chiunque voglia un qualunque tipo di tutela riguardo canzoni, filamati, opere di propria produzione e garanzie per la paternità di queste ultime, in Italia, ha un'unica possibilità: "rivolgersi" alla SIAE, anche se più che rivolgersi sarebbe corretto dire "farsi spennare dalla".
Già, perché per il sacrosanto diritto di poter riprodurre mie produzioni senza dover aver paura che qualcuno s'arraffi il merito di cotanta creazione, ti chiedono in cambio un gran pacco di soldi, in comode rate annuali chiamate rinnovo dell'iscrizione, o qualcosa del genere. Il problema di questa storia è che, essendo l'unico ente che può dare questo tipo di tutela, il prezzo lo fanno loro. Il risultato è che, per quanto riguarda i musicisti (parlerò degli artisti in generale come musicisti per comodità, considerando che conosco questa realtà come suonatore) di serie A, si ha un effettivo riscontro e rientro economico, e una certa utilità, i musicisti di serie B, invece, quelli "undergruond" che non vedono il becco di un quattrino, strapagano un servizio inutile ma necessario, perché senza i bollini SIAE non puoi vendere i cd (in teoria), se non compili la scheda prima di un concerto non puoi suonare, ecc. Insomma o te ne stai nel tuo garage o paghi.
Non che l'intento fosse negativo, dubito fortemente che personaggi come Carducci o Verdi abbiano architettato terribili sotterfugi in previsione di un boom creativo di musica indipendente in un futuro lontano. Il problema è appunto il monopolio, perché loro decidono i prezzi e tu non puoi farci niente, nemmeno decidere che la tutela non la vuoi.

venerdì 5 ottobre 2012

Persino il Brasile comincia a pensare all'ambiente

di Marzano Luigi


Non è un segnale così forte da cui partire per fare analisi economico-ambientaliste da guinness, però qualcosa possiamo dirla.


Sono rimasto stupito da una notizia: il governo brasiliano ha annunciato nuove regole dal 2013 al 2017 per le case automobilistiche presenti nel paese offrendo vantaggi fiscali a quelle che riusciranno a ridurre consumi ed emissioni di gas aumentando gli investimenti nel campo dello sviluppo e della ricerca tecnologica.

Poi ci si chiede perchè Fiat è da anni leader nel settore automobilistico brasiliano e perchè altri colossi come Bmw si stanno avvicinando a questo gigantesco mercato. E' proprio il presidente per l'america latina di Fiat, a capo anche dell'associazione brasiliana dei fabbricanti di veicoli, a considerare queste nuove agevolazioni invitanti e promettenti sia in campo economico (per la competitività del mercato) che in campo ambientale per il raggiungimento degli standard europei in termini di inquinamento ambientale, dato che un colosso in fase di sviluppo come il Brasile ha un potenziale inquinante elevato da abbattere.

Forse è un peccato perdere le stesse possibilità in Italia. Bisogna trovare un accordo.

Curiosità:
secondo le analisi dell'istituto indipendente Jato Dynamics, negli ultimi 4 anni Fiat è risultato il brand più ecologico tra i principali marchi automobilistici più venduti in Europa con un livello medio di emissioni di CO2 pari a 123,1 g/km contro una media mercato di 140,9 g/km. Inoltre, nel 2011 Fiat S.p.A è stata riconosciuta, per il terzo anno consecutivo, leader di sostenibilità ed è stata confermata negli indici Dow Jones Sustainability (DJSI ) World e Dow Jones Sustainability Europe.

venerdì 21 settembre 2012

Dire no al nucleare non bastava

di Marzano Luigi
Anche stavolta mi beccherò poche visualizzazioni per qualcosa di troppo scientifico, scusatemi, sarà il mio percorso di studi amato ed odiato, ma alla scoperta di una notizia simile non ho resistito a pubblicare questo articolo.
Dire no al nucleare non bastava, l'aveva lasciato intendere Clini, e per un paese come l'Italia, comunque dall'alto fabbisogno energetico, urgevano piani strutturali per affrontare una fase di ricrescita economica.
Al ministero si sono accorti di quanto il solare sia l'asso nella manica del sistema Italia e si sono accorti di brevetti e tecnologie che ci portano ad essere leader mondiali del settore.
Non lo dico a caso, ma in seguito alla stesura della "Carta del Sole", un patto tra il territorio e l'industria. 

mercoledì 27 giugno 2012

Piracy of privacy. Parte Terza...

di Francesco Mancin
Segue da (leggi prima di continuare):
Piracy of privacy. Parte Prima
Piracy of privacy. Parte Seconda


[...]Sì perchè si tratta di un vero e proprio mercato, che viaggia su un doppio binario: quello della pubblicità mirata sullo specifico consumatore e quello della mera raccolta dati per lo sviluppo di prodotti.
Se avete in mente qualche meccanismo di mercato e produzione certamente saprete che lo scopo primario della pubblicità è quello di far conoscere il proprio prodotto. Soltanto poi si è arrivati ad un sistema pubblicitario fondato sul "bombardamento" audio-visivo volto a costruire nel consumatore il bisogno di quel bene. E' chiaro che gli ostacoli a qualsivoglia sistema pubblicitario sono  sostanzialmente due: enormi costi  legati alla produzione materiale della pubblicità (carta stampata, cartelloni, compravendita di settori e frequenze radio-televisive), e l'intrinseca incertezza sul numero (audience) e sul tipo (target) di pubblico raggiunto. Ovvero: alle donzelle potrebbe non interessare affatto l'ultima novità in fatto di dopobarba, eppure una pubblicità (costosissima) sulla Rai raggiungerà con buona probabilità un 50% di donne!.
A questi problemi

mercoledì 20 giugno 2012

EgoWeb e altri individualismi digitali

di Francesco Mancin
Ipad,Iphone,Ipod,Youtube,Youreporter, Profilo, Account,IlMIo Ebay,MySky,Avatar,Nickname,Myspace,...
Cosa hanno in comune tutti questi termini, che, senza scomodare l'Accademia della Crusca, sono ormai diventati dei neologismi internazionali per tutti i nativi digitali?
Senza dubbio l'uso del pronome personale.
E perchè questo dovrebbe risultare importante?
Penso che l'uso di termini e pronomi specifici associati a prodotti virtuali o materiali del genere "Tecnologia digitale", non sia affatto casuale. Tale uso infatti rispecchia un mondo di concezioni ed una tendenza dell'era moderna incredibilmente ripiegata sulla sfera dell'io individuale.
Mi spiego: se veramente l'Homo Tecnologicus, che si approccia ai nuovi prodotti, ricercasse uno spazio di condivisione vero, che quanto meno sia la brutta copia virtuale di una piazza reale, probabilmente le aziende e gli slogan pubblicitari punterebbero su una terminologia modellata sul concetto di "Community", parola che, peraltro, sembrava andare per la maggiore fino a qualche anno fa.
Partendo quindi dal presupposto

venerdì 15 giugno 2012

Il Fotovoltaico del futuro

Di Marzano Luigi
Volevo portare a conoscenza dei lettori di "Spogliatevi!" una notizia rincuorante, inaugurato da poco un nuovo centro di ricerca dedicato al fotovoltaico a Piacenza, gestito da una società pubblica di ricerca! (RSE). La società è controllata dal GSE (gestore servizi energetici)che deriva dal ministero dello Sviluppo Economico. Il nuovo centro rappresenta il cuore della ricerca europea nel settore, con coordinamenti per progetti promossi dall'UE. Il centro in questo momento si sta concentrando sullo studio dei pannelli super-efficienti a "concentrazione solare". Vi allego un video che nonostante sia molto tecnico ci aiuta a scoprire cosa avviene all'interno del nuovo laboratorio e il funzionamento e costruzione di un pannello fotovoltaico.

mercoledì 6 giugno 2012

Piracy of Privacy. Parte Seconda...

di Francesco Mancin

Segue da: Piracy of Privacy...Parte Prima (leggi prima di continuare)

[...]A questo punto occorre spiegare brevemente queste categorie. Per farlo utilizzerò alcuni esempi.
Quando sottoscrivete una petizione, quando compilate un modulo di delega o una ricetta medica fornite le vostre dirette c.d. "generalità", ovvero tutto ciò che vi permette immediatamente di identificarvi. Tali dati vengono definiti appunto "dati identificativi"(vi sono in questi anche numeri seriali del tipo carta d'identità o codice fiscale). Quando invece sfruttate i vostri codici di accesso, tipo numeri di matricola, Nickname, password, elementi di residenza e domicilio state trattando dei vostri "dati personali" ovvero tutto ciò che, anche indirettamente, può portare alla vostra identificazione. Mi spiego: se su di un elenco pubblico trovate: "Mat. 123456" è chiaro che nessuno, a parte voi, sarà in grado di riconoscervi, e ciò dovrebbe garantire in larga misura la vostra riservatezza. Ovvio è, tuttavia, che se qualcuno ha altre informazioni per ricondurre la matricola al vostro nome, e se ne approfitti, allora si tratterà di una violazione palese. La definizione di "dato personale" è ampia e

venerdì 1 giugno 2012

Rinnovabili, io ci credo

A Cura di Marzano Luigi


Arrivata ieri finalmente una notizia rincuorante dallo stato Greco, l'ente di distribuzione HEDNO ha dichiarato di aver raggiunto l'obbiettivo previsto dal programma di incentivi dello stato raggiungendo i 100MW prodotti dall'energia solare, il 20 % della potenza nazionale.
Insieme a questa notizia si aggiungono i record Tedeschi che non fanno che salire, e con la conclusione del SolarExpo di Verona arrivano anche dichiarazioni positive del nostro ministro Clini: "Il futuro dell'Italia si gioca nella possibilità di aumentare il ruolo delle fonti rinnovabili".
Se le intenzioni del nostro ministro diventassero fatti, l'Italia potrebbe finalmente avere un piano energetico compatibile con le necessità del pianeta.
In realtà non ho scritto questo articolo per farvi conoscere le iniziative in atto, o almeno non solo per questo, la vera notizia è scientifica ed è un'altra. 

mercoledì 30 maggio 2012

Piracy of Privacy. Parte prima...

di Francesco Mancin
Partiamo dalla notizia (fonte La Repubblica):
"Le Street View rubavano dati"
Google sotto inchiesta in GB. Le auto avrebbero scaricato email, sms, foto e documenti dalle reti wi-fi delle abitazioni, mentre stavano fotografando le strade del Regno unito per il servizio di mappe.
Due anni fa Mountain View aveva ammesso di aver rubato "frammenti" di dati privati da milioni di pc. Ora le indagini stringono. E non mancano le polemiche sui tempi.Lo leggo dopo
  LONDRA - Furto di dati da milioni di computer delle case britanniche. Via wi-fi. Con questa accusa Google è sotto inchiesta in Gran Bretagna e l'autorità per la tutela dei dati dovrà esaminare il lavoro fatto dalle Street View Cars, ovvero quelle auto che forniscono le viste panoramiche di Google Maps e Google Earth. Questi veicoli, dotati sul tetto di apposite fotocamere, avrebbero scaricato email, sms, foto e documenti dalle reti wi-fi delle abitazioni, mentre stavano fotografando le strade del Regno unito per il web.
Il fatto è che già due anni fa il colosso di Mountain View ha ammesso di avere rubato "frammenti" di dati privati, reclamando tuttavia che si trattava di un "errore". Da allora sarebbe emersa l'intera scala delle attività di Street View, tra le accuse di voler coprire la sottrazione dei dati, dopo che gli amministratori americani avevano avvertito un importante manager che le sue informazioni erano state rubate da una delle Google Car che attraversava il paese, ma senza procurargli danni.
Del resto, secondo le ultime rivelazioni, una casa su quattro in Gran Bretagna non ha impostato la password per accedere alla rete domestica permettendo così alle Street View di raccogliere liberamente i dati disponibili. I siti specializzati e i blogger avevano avvertito che Google aveva fatto man bassa dei dati privati, semplicemente perché era in grado di farlo e che più tardi avrebbe escogitato un modo per farci soldi.[...]
Questo fatto mi ha ricordato alcune considerazioni più o meno approfondite diffusesi negli anni passati. Fra teorie semi-complottiste (a parer mio non del tutto infondate) che vedevano in Google lo

sabato 31 marzo 2012

Anobii, il social network dei libri



Qualche consiglio utile per chi ama i libri

di Francesco Locatelli

Chissà come la prenderebbero i Negrita se il famoso singolo “Il libro in una mano e la bomba nell’altra” venisse ironicamente trasformato in “Facebook in una mano e Twitter nell’altra”?? Di certo non si stupirebbero e di certo non avrebbero bisogno di numeri per constatare un dato di fatto: il mondo dei social network sta conquistando lo spazio delle reti social tra le persone e talvolta pure dell’interazione culturale. Ed ecco qui la novità signori; perché a partire dagli ultimissimi anni nascono come funghi i più svariati social network tematici creati con l’obbiettivo di connettere utenti con i medesimi interessi.
L’esempio più calzante è senz’altro Anobii, date un'occhiata al suo sito!

venerdì 23 marzo 2012

HAARP e le manipolazioni climatiche:nuova arma o progresso della scienza?

 Di Palladino Armando
Spogliatevi! pubblica un interessantissimo articolo curato ancora da Palladino Armando, alla seconda collaborazione con il nostro blog, riguardante il progetto Haarp. Una descrizione meticolosa e affascinante di una tecnologia avanzata basata su principi scoperti da Tesla già anni fa. Un' arma o solo ricerca? Quando la tecnologia spaventa l'uomo.

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