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venerdì 31 maggio 2013

CIE: Costoso Inefficiente Efferato

Di Marzano Luigi

Quando mancano le risorse viene naturale cercare di razionalizzare le poche rimaste, e sta capitando spesso nel nostro paese che riguardando di quà e riguardando di là ci si accorga che qualcosa di estremamente costoso sia pure inefficiente, incostituzionale e crudele. Sto parlando dell'ultimo rapporto della  Scuola Superiore di Sant'Anna riguardo i CIE  ed i CARA (centri di identificazione ed espulsione, centri di accoglienza richiedenti asilo)  la ricerca mostra chiaramente i grossi difetti in termini di trasparenza, violazione dell'articolo 13 della Costituzione, costi elevatissimi

Partiamo dal difetto di incostituzionalità:
L'articolo 13 descrive come la libertà personale sia inviolabile e che la privazione o restrizione di questa deve avvenire solo secondo le modalità previste dalla legge. Questo tutela tutti, cittadini italiani e migranti, ma non avviene per i Cie. Quella nei centri è una detenzione a tutti gli effetti * ma non è regolata dalla legge ma da provvedimenti amministrativi o persino prassi che portano anche ad una grossa diseguaglianza fra Cie sparsi nello stivale. Qui nasce invece il  problema di anti-democraticità e scarsa trasparenza: 
Ogni Cie ha le sue regole e le sue prassi di trattamenti diversi e fa pure fatica a renderli noti. All'ultima raccolta di dati che il Ministero degli Interni ha disposto solo le strutture di Torino e Caltanissetta hanno presentato parziale documentazione riguardo circolari e documentazioni interne. Anche i dati riguardo i costi di cui vi parlerò dopo sono frutto di una stima calcolata su solo una parte dei documenti ricevuti. 

venerdì 3 maggio 2013

Dopo ogni festa, c'è un disastro

di Marzano Luigi

Chi di noi non ha mai fatto festa in casa sua? suvvia tutti sappiamo quanto è bello divertirsi senza pensieri ma quando poi tutti se ne andranno ci sarà un disastro da pulire. Oggi è il 3 maggio e probabilmente la pulizia di Piazza San Giovanni sede del tradizionale "concertone del 1 maggio" sarà anche terminata, ma nel mio incipit non mi riferivo certamente a questo genere di pulizia. Si lo ammetto sono stato uno dei pochi che ha potuto festeggiare senza pensieri, ero nella piazza a ballare come un matto e da studente qual sono certamente non mi coinvolgono direttamente le grossissime problematiche del lavoro in Italia.


Mi son goduto un concerto divertente ma di pessima organizzazione e ricco di imprevisti, ma lo spirito era quello di una festa dei lavoratori. La censura dei Management del dolore post operatorio, il ritardo di Cristiano de André, la mancanza assoluta di cestini in piazza, lo scarso controllo delle forze dell'ordine ma di tutto questo ci possiamo dimenticare visto che era festa. Dovremmo tornare alla cruda realtà dei giorni feriali per leggere dei dati e pretendere spiegazioni da chi è al volante del sistema Italia, visto che ora pare che un pilota lo abbiamo. 

lunedì 25 febbraio 2013

Crisi di legalità


di Andrea Fasolini

Secondo la relazione semestrale del ministero dell'interno sulla criminalità, nell'ultimo anno le denunce per contrabbando sono aumentate del 28,9 per cento. In crescita anche i furti nelle casse e gli scippi. Gli usurai, che dieci anni fa erano 25mila, sono oggi 40mila e hanno prestato soldi ad almeno duecentomila commercianti. La contraffazione pesa sui conti pubblici con 4,6 miliardi di euro di imposte evase. Queste sono solo alcune delle cifre sulla criminalità italiana che mostrano la forte crescita dell'economia illegale negli ultimi anni, nel mezzo di due pesanti recessioni.

Il calo del reddito, unito alla contrazione del credito, molte attività commerciali in difficoltà si sono rivolte all'usura, che inevitabilmente porta molte imprese a chiudere i battenti.

Gli usurai sono molto spesso noti alle autorità, ma nei procedimenti giudiziari sono quasi mai perseguibili a causa delle evidenti lacune nella legge. Spesso gli imprenditori non denunciano i comportamenti criminali:hanno paura delle ritorsioni, ma anche di perdere l'accesso a queste fonti di credito. Crisi e criminalità si avvitano in un circolo vizioso che va al più presto spezzato.

mercoledì 13 febbraio 2013

Uff che fatica questa cooperazione!

di Fabio Boffelli

Vi siete sottoposti a un esperimento sociale. Siete stati introdotti in una stanza, con un tale signor Becker, che vi spiega che non dovete preoccuparvi: qualsiasi cosa accada tornerete a casa più ricchi di come siete arrivati. Nella stanza accanto, vi spiega, un altro individuo di nome James sta partecipando con voi all’esperimento. Becker vi pone di fronte a una scelta, che è poi l’oggetto dell’esperimento: dovete scegliere se farvi dare da lui 10 € oppure lasciare che Becker dia 20 € a James. Vi spiega inoltre che anche James, nello stesso momento, si trova di fronte allo stesso dilemma. Che fare?
In realtà la scelta non è difficile: qualsiasi cosa scelga James vi conviene intascarvi i 10 € che vi sta offrendo Becker. Poiché possiamo assumere che James non sia un allocco, anche lui deciderà di intascarsi 10 € invece che darne 20 a voi. In definitiva sia voi che James tornerete a casa con 10 €. Becker non vi ha mentito: siete più ricchi di prima!
Già, c’è solo un particolare. Vi riporto la tabella con tutte le possibili combinazioni di scelte che voi e James avreste potuto prendere e i corrispondenti guadagni (payoff) che avreste ottenuto:


James intasca 10 €
James vi offre 20 €
Intascate 10 €
Payoff vostro: 10 €    
Payoff di James: 10 €
Payoff vostro: 30 €    
Payoff di James: 0 €
Offrite 20 € a James
Payoff vostro: 0 €    
Payoff di James: 30 €
Payoff vostro: 20 €    
Payoff di James: 20 €

Corbezzoli: avete sbagliato tutto! Se voi aveste offerto 20 € a James e James avesse offerto 20 € a voi sareste entrambi ancora più ricchi di quanto siete! Eppure sembrava corretta la vostra scelta! Anzi, a rileggere le condizioni proposte da Becker lo era proprio! Ci dev’essere qualcosa che non va. Da una parte prendere 10 € è la scelta giusta, dall’altra vi fa tornare a casa più poveri di quanto vorreste. Ma che cos’è che non va?
Quello che non va è oggetto di studio della “Teoria dei giochi”, una branca della matematica che si occupa delle problematiche più disparate fra cui proprio le interazioni sociali. Il dilemma che vi ho proposto è assai più ostico di quanto possa sembrare. Immaginate che prima di entrare nella stanza voi sappiate già quali siano le regole dell’esperimento, e immaginate di poter parlare con James per un istante.

martedì 8 gennaio 2013

Animali

di Vicky Rubini
Forse, è il caso di dire qualcosa anche qui, sopra l’argomento animalista. Come sempre cercherò di essere il più imparziale possibile, il più corretto e giusto, cercando di far trapelare le mie idee ma senza cercare di convincere nessuno. Sta alla coscienza di ognuno. Proprio a questo proposito, credo ci siano da spendere due parole sui talebani dell’uno e dell’altro fronte. Da una parte abbiamo coloro che vanno oltre l’animalismo, un passo prima dalla zoofilia, verrebbe da sorridere, coloro che trattano meglio gli animali degli esseri umani (posto che potrebbero avere tutti i loro motivi e soprattutto posto che non fanno comunque male a nessuno). Dalla parte diametralmente opposta ci sono coloro che sfruttano gli animali senza ritegno, del tutto insensibili al fatto che - oggettivamente e anatomicamente - anche loro, gli animali, soffrono. Per un attimo voglio distrarmi da coloro che mangiano i cadaveri degli animali, da coloro che gli fanno “vivere” una vitaccia solo per riempirsi lo stomachino. No, oggi voglio pensare a tutti gli animali in cattività. Trasportati e cresciuti in un luogo diverso da quello in cui sono nati, in quello in cui dovrebbero - sempre per ragioni anatomiche - vivere. Si pensi agli zoo, agli acquari, circhi, caccia e pesca sportive, ma anche per l’industria tessile, pellicce, giacche di cuio e pelle stivali...

Concentriamoci sugli zoo, parchi faunistici (nomen omen). Secondo la WZCS (World Zoo Conservation Strategy) oggi, nel freschissimo 2013, ci sono 10'000 zoo. Il numero complessivo di animali ospitati è di circa 1 milione (1'000'000) di cui, 250.000 mammiferi, 350.000 uccelli, 75.000 rettili, 25.000 anfibi, 300.000 pesci. Secondo l’ ITIW (International Travel In Worldwide) muore circa il 25% degli animali trasportati; scimmie 25%, grandi mammiferi 84%, uccelli 80%.

domenica 4 novembre 2012

La guerra silenziosa

di Dennis Salvetti

Oggi, 4 novembre, si celebrano l'Unità Nazionale e le Forze Armate. Giornata originariamente creata per la celebrazione dell'orgoglio militare e il completamento dell'unificazione delle ultime "terre irredente" (Trento e Trieste) a seguito dell'armistizio di Villa Giusti che concluse la sanguinosa e rovinosa Grande Guerra. Istituita dal regime fascista, per ovvi motivi di spirito nazionalista e di autocelebrazione (è noto che gran parte dei raghi delle camice nere provenissero da quella classe piccolo borghese che durante la guerra costituiva i gruppi di "Arditi"), venne poi mantenuta in epoca repubblicana, un po' per gli stessi motivi di celebrazione dello spirito nazionale(ista), ma principalmente per ricordare tutti i caduti italiani sui fronti in guerra, con particolare riguardo agli "ignoti", i cadaveri senza nome simboleggiati dalla tomba del Milite Ignoto sepolto all'Altare della Patria. Questa giornata di celebrazione e (a parer mio) di lutto, dà occasione a politici, politicanti, giornalisti, nazionalisti e improvvisatisi tali, di far sfoggio di "grandi" doti di retorica ed oratoria, in un appassionato pulviscolo di celebrazione militare, nazionalista, ma anche di antagonismo (che tanto va di moda); un'occasione per molte teste calde (dell'una o dell'altra parte) di celebrare i propri gusti di violenza, sia per spirito nazionalista che per spirito "pacifista". Sì, perchè accanto ai "guerrafondai" (probabilmente i primi a nascondersi in caso di conflitto) ci stanno anche gli antagonisti (ovviamente, per fortuna non riguarda che una minoranza) che, pur designandosi come pacifisti, non ripugnano l'idea di "guerra di popolo" contro il "padrone". Questa giornata, invece, deve essere presa ad esempio per celebrare la fine del conflitto, il termine delle violenze causate dalle guerre, un momento di lutto per ricordare i morti in combattimento, di qualunque bandiera e di qualunque colore.

domenica 30 settembre 2012

"Emergenza" carceri

di Dennis Salvetti


Le parole di Napolitano degli ultimi giorni e il “caso Sallusti” fanno scoppiare di nuovo l’emergenza carceri (che a ben vedere di emergenza, quale situazione di circostanza imprevista, Treccani, ha ben poco essendo semmai una situazione ordinaria da 30 anni a questa parte) che nel 2011 ha sfiorato i 77000 detenuti (Ministero della Giustizia), a fronte di meno di 50000 posti totali. Al di là della palese carenza di strutture e personale (vedi il caso del concorso pubblico per “secondini”: Polizia Penitenziaria - Il Fatto Quotidiano), il Paese paga lo scotto di una legislazione penale spesso confusionaria e semplicistica e di una politica assolutamente di “non-recupero” dei condannati, e di una giustizia-bradipo, bloccata dalla carenza (anche qui) di personale e mezzi necessari a far fronte alla mole di lavoro. Il fatto che stupisce di più è che nonostante esista una legge ben chiara (legge 26 luglio 1975, numero 354) che offre la possibilità di misure alternative al carcere e il lavoro per i detenuti (forza altrimenti morta), e che permetterebbe al Paese di risparmiare "bei soldoni" e rendere più efficaci le parole del terzo comma dell’articolo 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.”). Rendere una spesa un investimento non è troppo difficile (basta vedere ad esempio il carcere di Bollate), persino in una situazione di crisi economica.
A seguire alcuni link.

venerdì 14 settembre 2012

Facebook? Anche in politica

di Marzano Luigi

E' noto, la nostra cultura è molto diversa da quella USA, ma i risultati della ricerca di Nature sono interessanti: quello che votano gli amici conta.
Ormai sono diventate noiose le analisi sull'immensa quantità di dati personali che regaliamo ai social network. Ora ci si mette anche questa ricerca americana che ci fa intuire quanto sia potente l'influenza "facebokkiana" persino sulla politica. Le ricerche provengono da stati composti da numeri diversi dai nostri, ma si tratta di una rivoluzione che ci raggiungerà, secondo il mio modesto parere.
Tutti noi conosciamo un amico un po' ingenuo che si fida di qualche parere più sofisticato del suo, immaginiamo una cosa su larga scala.

Molte persone stanno perdendo inconsciamente il loro libero arbitrio perchè bombardate da pareri di conoscenti di cui spesso non ne sanno analizzare le motivazioni.
E' questo quello che rileva "Nature", rivista americana di grande tiratura.
Se molti di noi sono affascinati dall'immediatezza del web nella ricerca di pareri nessuno di noi costruirà un proprio pensiero utile, personale e differente e si navigherà sempre intorno agli stessi temi portati avanti dagli opinionisti di turno, o da chi si reputa intelligente, tuttologi della politica, ventriloqui della parola e dei blog.
Forse è anche per questo che in Italia persone lontane dalla politica, professionalmente parlando, poi ne diventano parte integrante.
Allora cari miei lettori, lasciamo ai social network eventi, musica e passatempi ed alla politica dedichiamo un tempo nostro, solitario. E' più importante di quanto pensiate, per non dare responsabilità ad altri o alla demagogia.
Pensate, pensate, le prossime politiche sono vicine e non sbirciate gli amici!

Ecco l'articolo di Nature

martedì 3 luglio 2012

Poche Domande e ti dirò di che partito sei

 Di Marzano Luigi
In questo periodo meditavo riguardo la straordinaria confusione politica degli italiani e mi chiedevo perchè in questo momento sembra più evidente del solito.
Non so se si tratti di un nuovo interesse in crescita o solo mancanza di capacità critica, ma nessuno ragiona più.
Mi sono dato delle possibili spiegazioni al disorientamento degli italiani quali il parallelismo di informazione, un governo insolitamente ampio, la fiducia che gli italiani ripongono nei tecnici o una demagogia semplificativa.
State tranquilli però, l'istituto di ricerca "Carlo Cattaneo" che raggruppa diverse fra le facoltà del nord Italia vuole aiutarci. Hanno creato "ITANES Votemach" (in realtà un corrispettivo italiano a qualcosa che già esisteva in Olanda) che pretende d'essere "uno strumento di avvicinamento politico", una roba seria eh, regolarmente finanziata dal Ministero dell'Università e della ricerca per farci sembrare ancora più dormienti di quanto già siamo. 

domenica 20 maggio 2012

Viva i giovani...

di Dennis Salvetti

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione [...] di condizioni personali e sociali."

Queste sono le parole del primo comma del'articolo 3 della Nostra Costituzione (parole di un articolo trito e ritrito, usato ed abusato in qualsiasi occasione, pur rimanendo uno dei più profondi ed importanti), ma vorrei soffermarmi su una parte di questo e cioè sull'uguaglianza delle condizioni personali, che a parer mio ricomprendono anche il fattore età.

venerdì 18 maggio 2012

Napolitano si sveglia: " Carceri a un punto insostenibile, ora soluzioni"


a cura e di Marzano Luigi

Dopo troppo tempo passato a disquisire su tecnici ed economia il Presidente della Repubblica, da buon garante della costituzione, ha riportato l'attenzione sulle carceri italiane, descrivendo un momento critico. Una condizione pessima per un paese democratico che deve fare della rieducazione base per una cultura di convivenza civile.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
[art 27]

Napolitano in occasione del 195-esimo dalla formazione della Polizia Penitenziaria ha lamentato la scarsa attenzione posta dal parlamento verso un tema che in Italia non è mai stato privo di problemi.
Il nostro Presidente ha fatto notare la carenza di personale, la mancanza di infrastrutture adatte per il sovraffollamento attuale e ha incoraggiato i partiti a fare qualcosa spronandoli anche ad "investimenti" coraggiosi.

venerdì 11 maggio 2012

Suicidi Italiani, il rischio emulazione

Di Marzano Luigi
Negli ultimi mesi non faccio che sentire notizie scoraggianti riguardo suicidi per cause economiche. Sicuramente grave per un paese "globalizzato"  ma tutti sappiamo quanto siano bravi a strumentalizzare i nostri giornalisti. Infatti da alcuni dati statistici non ci sarebbe alcuna emergenza ma rischiamo di crearla rendendo consuetudine notizie così drammatiche.
Porto ai lettori di Spogliatevi! l'incredibile lavoro di ricerca di Wired.it che porta avanti questa tesi e ci aiuta a comprendere gli errori che l'informazione italiana sta facendo. Alcuni giornalisti hanno già deciso di smettere con queste continue e tristissime notizie mentre i politici italiani non fanno che scaricarsene la colpa.
Come dice  Daniela Cipolloni  della rivista Wired " è cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l'unico modo per separare i fatti dalle impressioni". Con questa emergenza creata senza dati scientifici si rischia di crearne una vera e si sta perdendo l'attenzione su quelle che in Italia esistono già da tempo (65 i detenuti morti in cella nel 2011 e più di 1000 gli sventati).

Da EURES ricerche economiche e sociali
Leggi l'inchiesta:
 I suicidi non sono aumentati per la crisi di Daniela Cipolloni da Wired.it

sabato 7 aprile 2012

NdE: L'Aquilia, i numeri di sfollati e alloggi provvisori

di Francesco Mancin
Per la Rubrica "Numeri d'Emergenza" un'estratto direttamente da Wikipedia (voce: Terremoto Abruzzo) riguardante i dati economici ed umani di sfollati ed alloggi provvisori.
la voce pare piuttosto neutrale, anche se risulta in fase di aggiornamento e contestazione all'interno della comunità wikipediana. In ogni caso si tratta di dati molto interessanti ed esaustivi, mai diffusi dai principali canali d'informazione.

mercoledì 4 aprile 2012

Numeri d'Emergenza

di Francesco Mancin
Voglio inaugurare una piccola e spartana rubrica dedicata ad alcuni freddi numeri che spesso udiamo in giro, sui giornali o in televisione. L'obiettivo è segnalare alcune quote, alcuni dati od alcune statistiche (con buona pace del Redattore Francesco Locatelli), senza commentarli, affinchè siano stimolo o spunto per riflessioni, discussioni o futuri articoli.
Naturalmente siete tutti invitati a partecipare, inviando anche voi i vostri dati interessanti, a patto che siano brevi e non commentati (è un esperimento, vediamo che succede).

Per oggi:

  • Rimborsi elettorali ai partiti: negli ultimi 5 anni sono stati rimborsati a partiti che abbiano raggiunto almeno 1% di quorum 503 milioni di €, a fronte di una spesa effettiva per la campagna elettorale di 136 milioni di €
  • Crisi in Grecia: dalla fine del 2009 ad oggi si sono suicidate almeno 1800 persone per cause legate a debiti e dissesti economici.

venerdì 16 marzo 2012

Italia, l'ospizio d'Europa


Di Marzano Luigi

In primis alcuni dati:
  • Non più del 15% dei giovani ritiene che i propri obbiettivi in futuro si possano realizzare.
  • Il 58% degli studenti considerà l'eventualità concreta di andare all'estero per studiare, il 59% per lavorare e il 43% per costruire una vita fuori dallo stivale.
  • La fiducia per il mondo dell'impresa si attesta al 28% verso le multinazionali e al 32% per le imprese locali.
  • La fiducia verso lo stato si ferma al 19% e al 6% verso i politici.
  • Tra i giovani uno su tre di quanti partecipano attivamente al mercato del lavoro, è senza impiego con un tasso di disoccupazione al 31% .

Quando le "politiche giovanili" sono portate avanti dai "vecchi" questo è quello che si raggiunge. Il nuovo governo non è escluso da questa idea tutta italiana, un consiglio di tecnici esperti in geriatria pronti a curare e ritardare il declino, mantenendo al contempo l'autosufficienza accompagnata da fattacci di malapolitica mafia e spread.

giovedì 16 febbraio 2012

i costi umani di un ipad

Miriam Bonalumi

Ecco la traduzione italiana di una recente,  sconvolgente inchiesta del New York Times. Un modo per restituire la memoria di Lai Xiaodong, 22 anni, morto nell'esplosione della Foxconn Technology, è leggerla tutta d'un fiato. Con i nostri schermi accesi, l'abbiamo ucciso un pò anche noi.


 Per gli amanti del cartaceo, l'inchiesta è uscita sul numero 934 di Internazionale. l'inchiesta del new york times (trad.italiano)

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